La sensibilità chimica multipla (Mcs) è una sindrome immuno-tossica infiammatoria scatenata da un’esposizione agli agenti chimici volatili.

È classificata come malattia rara ma non è riconosciuta dal sistema sanitario nazionale italiano, mentre lo è a livello mondiale.

Cinque anni fa, ad un corso per consulenti OCD ho avuto modo di conoscere per la prima volta questa malattia. Li ho capito che se da un lato, la salubrità dei materiali edili era puramente un discorso di comfort abitativo, per i pazienti MCS invece era una questione di sopravvivenza. Così, da quel giorno, ho deciso di approfondire lo studio delle malattie ambientali tra cui Mcs, fatica cronica, elettrosensibilità e fibromialgia. Successivamente ho conosciuto alcune persone affette da queste patologie, da qui ho colto subito la richiesta di contribuire ad una proposta di legge per il riconoscimento di queste disabilità ambientali, grazie all’aiuto delle risorse provenienti dalla mia rete in Germania. Ritengo sia fondamentale diffondere le conoscenze di queste malattie rare sempre più diffuse, oltre che un dovere etico è un modo per promuoverne la prevenzione.

La sensibilità chimica multipla, in verità, non è così rara. Si stima che il 4-6% della popolazione abbia una sensibilità grave, mentre il 15-30% è sensibilizzato a livelli diversi. Le malattie ambientali saranno l’incubo del futuro e limiteranno la qualità della vita, invertendo il progresso in veleno.

Questa malattia di “fresca” scoperta colpisce sia chi è stato esposto ad inquinanti ad alto dosaggio, sia chi già soffre di malattie croniche come asma, allergie, intolleranze ecc..  È stata soprannominata sindrome dei tempi moderni, difatti la causa ne sono proprio elementi che siamo soliti ad utilizzare quotidianamente: conservanti, coloranti, solventi, polveri sottili.

I colpevoli sono: insetticidi, pesticidi, disinfettanti, detersivi, profumi, deodoranti personali o per la casa, vernici, solventi, colle, materiali dell’edilizia, carta stampata, inchiostri, scarichi delle auto, prodotti plastici, farmaci, anestetici, formaldeide nel mobilio, tessuti e stoffe soprattutto nuove, quindi tutto ciò che è di derivazione petrolchimica, ma anche metalli pesanti.

Ma come si fa a riconoscerla?

Molto spesso viene confusa con l’allergia, proprio perché il primo sintomo a manifestarsi può essere una crisi respiratoria simile ad un vero e proprio attacco d’asma. Questo si associa ad una continua difficoltà nel respirare, sempre presente e che non migliora neanche assumendo i broncodilatatori. I sintomi si riducono nel momento in cui cessa l’esposizione. Per chi ne soffre bastano piccole concentrazione per causare una crisi, tollerate invece senza problemi da chi non ne è affetto.

Si possono presentare inoltre malessere generale, stanchezza, nausea, emicrania, vertigini, disturbi dell’umore, dolori muscoloscheletrici, fino ad arrivare nei casi più gravi a disturbi cognitivi come disorientamento e problemi di memoria. Tanti agenti inquinanti sono neurotossici e provocano quindi effetti anche a livello psicologico e vengono spesso confusi con malattie del sistema nervoso.

Io stessa soffro d’asma ed è bastato un profumo a provocarmi una crisi respiratoria, la stessa cosa può succedere con delle fragole trattate chimicamente, oppure facendo una passeggiata fra le vigne dove hanno utilizzato pesticidi. Per fortuna esistono delle strategie efficaci e voglio condividerle con voi per aiutarvi a proteggervi e prevenirne i disturbi.

È possibile guarire?

Attualmente non esiste ancora un farmaco miracoloso, ma ci sono cure che aiutano l’organismo ad eliminare le sostanze tossiche che altrimenti si accumulerebbero nel sangue e negli organi del corpo.  Per prima cosa bisogna interrompere l’esposizione e procedere con le cure di disintossicazione. Esistono protocolli OCD per la costruzione di case nella massima classe igienica, per pazienti sensibili oltre che protocolli per la disintossicazione generosamente condivisi dai medici ambientali tedeschi. Trovare le cure non è facile ed io vi aiuterò a mettervi in contatto con medici ambientali ed associazioni presenti sia in Italia che in altri paesi al fine di creare una rete di sostegno.

Oltre agli effetti diretti della malattia i pazienti rimangono isolati e spesso non compresi, a questo si aggiungono anche tanti problemi pratici: dove trovare un’abitazione non inquinata, cosa fare se il posto di lavoro è un fattore scatenante?

Ecco alcune strategie utili per la corretta prevenzione:

  • Rimuovere tutti i prodotti chimici, come pitture acriliche, vernici, solventi, adesivi, insetticidi e detergenti a base chimica dalla vostra casa. È possibile sostituirli con prodotti alternativi atossici, che per fortuna esistono!
  • Assicurare un sistema efficace di ventilazione e/o purificazione dell’aria, cambiando/pulendo regolarmente i filtri.
  • Indossare indumenti protettivi, occhiali, guanti e maschere durante la manipolazione di materiali tossici, anche solo quando levigate una vecchia finestra. Sapete quali additivi tossici utilizzati in passato respirate insieme alle polveri?
  • Fare attenzione sul posto di lavoro ad un eventuale uso improprio di sostanze chimiche e materiali pericolosi.
  • Essere prudenti con qualsiasi nuovo acquisto, mobili, vestiti, una nuova auto o la costruzione di una casa. Valutate sempre il contenuto inquinante di un prodotto, potete farvi consigliare da un consulente edile OCD.
  • Se non vi convince l’odore riconsiderate l’acquisto, potrebbe rappresentare un rischio per la salute.
  • Alimentazione variegata, genuina e possibilmente biologica.
  • Evitare troppi grassi, zuccheri, cibi raffinati o con additivi e dolcificanti artificiali (aspartame, saccarina, etc.).
  • Bere almeno 2 ½ litri di acqua (filtrata o bottiglie di vetro). Evitare acqua dal rubinetto non filtrata (ricordatevi di cambiare sempre il filtro in tempo!).
  • Evitare i prodotti per la cura personale che contengono sostanze chimiche o metalliche, privilegiando alternative più naturali possibili.
  • Evitare di bere alcol in grandi quantità.
  • Non fumare ed evitare ambienti dove è presente il fumo.
  • Ridurre al minimo il consumo di farmaci. Cercate alternative con meno effetti collaterali.
  • Fare sport in un ambiente sano ed evitare impianti sportivi inquinati (preservanti del legno, moquette, campi da tennis su asfalto) in quanto durante lo sport tendiamo ad assorbire più sostanze chimiche.

Consigli per chi invece già ne soffre:

  • Ridurre le sostanze chimiche presenti sul corpo attraverso una sauna
  • Effettuare un restyling della casa (no ai tappeti, no ai soffitti in legno trattati, no alla carta da parati vinilica, attenzione ai materassi in schiuma, mobili in truciolato)
  • Creare un ambiente senza elementi scatenanti: Cleanroom
  • Mangiare alimenti biologici incontaminati (evitare additivi, coloranti, pesticidi, fungicidi, radiazioni, alimenti geneticamente modificati)
  • acqua potabile incontaminata (filtrata o bottiglie di vetro)
  • Indossare indumenti senza inquinamento (ree)
  • Usare un filtro aria in casa e in macchina
  • Indossare maschere di carbone o filtro dell’aria
  • In caso di esposizione chimica respirate il più possibile con la bocca. La respirazione dal naso ha un effetto immediato sui nervi cranici. Invece respirando attraverso la bocca le sostanze chimiche circolano solo attraverso il flusso sanguigno e devono passare la barriera emato-encefalica prima di accedere al cervello.
  • Passate più tempo possibile all’aria aperta (non vicino a campi o settori industriali, etc.)
  • Effettuare test per allergie presso una clinica specializzata in medicina ambientale.

link utili:

http://csn-deutschland.de
http://www.umweltbedingt-erkrankte.de
http://www.dguht.de
https://www.wir-leben-haus.de/haeuser/gesundheitshaus.html
https://www.bauberater-kdr.de/bauberater-vor-ort/ (la rete tedesca dei consulenti edili OCD)

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