Dopo il fumo di sigaretta, la seconda causa di cancro ai polmoni è costituita dalla presenza di Radon. Il pericolo per la salute non viene tanto dal radon in sé, quanto dai suoi effimeri prodotti di decadimento, come i metalli pesanti radioattivi Pollonio e Bismuto. Questi ultimi si depositano nelle vie respiratorie  e rilasciano nel loro decadimento numerose irradiazioni attive di raggi Alfa, che possono danneggiare le cellule del tessuto polmonare.

Fattori di influenza:

  • permeabilità del terreno
  • ubicazione geologica
  • impermeabilità delle parti dell’immobile a contatto col terreno
  • differenza di pressione tra sottosuolo e ambienti interni
  • ermeticità del “cappotto” dell’edificio
  • abitudini di areazione degli abitanti

L’Ufficio Federale Tedesco per la protezione da irradiazioni (BfS), si è così espresso nella sua pubblicazione sul Radon nelle abitazioni:

“Non ci sono indicazioni di un valore-soglia, sotto il quale il Radon non dia effetti dannosi per la salute.”

Come obiettivo a lungo termine si auspica un valore medio annuale di 100 Bq/m3.

Nel dicembre 2013 l’Unione Europea ha emesso una nuova linea direttiva su questo tema: si tratta di obblighi per una protezione migliore dal Radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Gli stati membri devono ora tradurli in legge, cosa che può durare fino a quattro anni.

Maggiori concentrazioni di Radon si manifestano nelle zone montuose e a maggior distanza dalle coste. Esistono anche delle “Carte del Rischio” delle zone interessate. Se vi è presenza di concentrazioni inquinanti di Radon, si può stabilire facilmente attraverso una misurazione.

Siamo a Vostra disposizione per una consulenza, mettendovi in contatto con un tecnico misuratore nella Vostra regione.

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