L’Edilizia salubre difende dalle patologie correlate alla diffusione degli inquinanti.

Molte patologie correlate all’esposizione indoor sono state descritte in questi ultimi 35 anni, si consideri ad esempio: la polmonite causata dalla diffusione della Langinella pneumophila, un agente patogeno, immesso nell’aria dal sistema di condizionamento, isolato e riconosciuto all’Hotel Bellevue di Philadelphia; la febbre da umidificatori, identificata per la prima volta nel 1970, causata dalla Micropolyspora faeni e dal Thermoaectinomyees vulgiris (batteri e miceti) annidati a livello degli impianti di climatizzazione; le varie forme atipiche di asma rinite, sinusite e bronchite causate da esposizione ad allergeni di diversa origine presenti nell’aria degli ambienti confinati. Il complesso delle patologie correlate alla diffusione degli inquinanti sono state raggruppate, dalla letteratura specializzata, in tre tipologie divise a loro volta in diverse categorie. La più conosciuta è la (SBS – “Sick Building Syndrome”) – “sindrome da edificio malato”. Ma non è la sola e chi tratta solo questo aspetto offre un quadro fuorviante.Infatti la Sick Building Syndrome denota esclusivamente il complesso di sintomi generali che colpiscono la maggior parte delle persone che soggiornano in determinati tipi di edifici “I sintomi di solito spariscono abbandonando l’edificio e sono stati classificati in cinque gruppi principali”:

  1. manifestazioni respiratorie: sensazione di irritazione, secchezza delle mucose nasali, faringee, in misura minore forme asmatiche;
  2. manifestazioni aftalmiche; secchezza e irritazione delle mucose degli occhi;
  3. manifestazioni cutanee: arrossamenti della pelle, secchezza, in alcuni casi eritemi e dermatiti;
  4. manifestazioni olfattive e gustative: sensazioni sgradevoli a carico degli organi addetti all’odorato e al gusto;
  5. manifestazione neuropsichiche: astenia, torpore, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, diminuzione della memoria, mal di testa, talvolta nausea e vertigini.

Secondo stime fornite dal National Institute of Occupational Safety and Health (NIOSH) statunitense, che ha condotto dal 1978 al 1985 ricerche in 356 edifici pubblici, il complesso di queste sintomatologie, riscontrate in più del 50% degli occupanti, ritrova le proprie cause in categorie di origine diverse e classificate in ordine decrescente di frequenza:

− ventilazione inadeguata;
− contaminazione chimica;
− contaminazione microbica.

Molti studi sono stati condotti negli ultimi anni allo scopo di valutare il peso dei singoli fattori di rischio nella patogenesi di questa sindrome. Si è trattato principalmente di studi intervenzionali, che valutano cioè l’impatto di una modificazione strutturale dell’edificio.

Alcuni autori hanno fatto notare che si può avere una diversa diffusione della sindrome in edifici che presentino analoghe condizioni lavorative ed analoga distribuzione dei lavoratori, ma che si differenziano solamente per diverse caratteristiche strutturali e impiantistiche.

Si è inoltre calcolato che nelle società industrialmente avanzate un’elevata percentuale di lavoratori (tra il 50 e l’80% secondo casistiche inglesi e danesi) impiegata soprattutto in edifici “high-tech” accusa i sintomi della SBS.

Anche l’impatto economico di questa patologia risulta preoccupante se si considera che i lavoratori affetti presentano un elevato calo della produttività associato ad un incremento di astensionismo.

(fonte articolo: https://www.facebook.com/professionetecnica.)

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