Mal di testa causato da cattiva areazione dell’ambiente

Il permanente inquinamento dell’aria con sostanze dannose provoca a molte persone sintomi aspecifici e malattie croniche, che migliorano durante le ferie  o le assenze. Che le cause siano da ricondurre all’ambiente abitativo, lo si scopre magari dopo anni di inutili terapie.

La Commissione Europea è a conoscenza della problematica legata alla bassa qualità dell’aria degli ambienti: secondo quanto emerge dalle statistiche europee relative al Progetto “Promuovere azioni per la salubrità dell’aria negli ambienti interni” (IAIAQ), vengono persi circa 2 milioni di anni di “vita sana” a causa dell’aria cattiva degli ambienti interni.

Come reazione a queste informazioni, la commissione ha emesso il Provvedimento N° 305/2011 sui prodotti da costruzione, che contiene tra le sette richieste fondamentali il punto “Igiene, salute e protezione ambientale”.

Per alcuni gruppi di prodotti ci sono già normative che contengono valori massimi  e richieste in questa direzione. Se ne andranno ad aggiungere altri.

E’ un buon inizio, ma è ancora da vedere quali miglioramenti si verificheranno realmente o se verranno semplicemente introdotte delle sostanze alternative.

Un aspetto economico, inoltre, da considerare, è il fatto che i produttori dovranno condurre maggiori misurazioni e che in particolare le piccole e medie imprese avranno per ogni prodotto costi aggiuntivi sproporzionatamente più alti, cosa che favorirà indirettamente le grandi imprese. Anche la crescente influenza delle lobby può condizionare la scelta dei parametri.

Un principio alternativo, secondo il motto “Ciò che non c’è dentro, non può fuoriuscire”, è di lavorare con prodotti i cui componenti siano completamente dichiarati. In questo modo sarebbero comprese le migliaia di sostanze potenzialmente tossiche non regolamentate dalle nuove normative. Così sarebbe il cliente, ma anche l’artigiano, a decidere quali sostanze vuole utilizzare ed inalare.

Fonti:
http://ec.europa.eu/health/healthy_environments/docs/env_iaiaq.pdf
http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2014-005384&language=DE

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